Chi Siamo

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Questa azienda agricola ebbe il massimo sviluppo nel dopoguerra grazie al lavoro di Bernardino Berni, bisnonno degli attuali proprietari, con i fidi aiutanti Benito prima e Stefano poi. In quegli anni, si produceva olio d’oliva e anche una piccola quantità di nocciole. Grazie alla ricchezza di acqua della zona, il terreno veniva coltivato ad orto e a pescheto su terrazze dove scorrevano canali che portavano l’acqua, che prendeva velocità nei salti da una terrazza all’altra. L’acqua che alimenta l’azienda nasce tuttora da una sorgente a circa 200 m dalla proprietà, ed è anche attraversata dal fosso “le Moline”, così chiamato perché in passato era costellato di mulini le cui macine venivano mosse dallo scorrere delle acque del fiume. Nella stalla si allevavano mucche da latte; all’occorrenza le stesse mucche venivano attaccate all’aratro costituendo il “trattore” dell’azienda. L’asino tirava invece il carretto per spostare il raccolto all’interno della proprietà fino agli anni ’80. Nel bosco limitrofo, ricco di funghi porcini, si raccoglievano le felci che venivano usate nella confezione delle casse di pesche.

 
 
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Negli anni 80 e 90 questa azienda è stata gestita da Antonio Frateiacci (nonno degli attuali proprietari). Con la crisi dell’agricoltura, purtroppo ancora in atto, diventò però un hobby di famiglia, luogo di scampagnate e pranzi che coinvolgevano tutta la famiglia. Il pescheto e la coltivazione ad orto fu abbandonata per l’aumento del costo della mano d’opera e lo scarsissimo valore di vendita dei prodotti. Si continuò a produrre olio e carni suine e bovine per uso familiare e ad allevare animali quasi per gioco (asini, cavalli, capre, pecore). Nel 1997, con la scomparsa del Nonno Antoniuccio (a cavallo nella foto), il figlio Agostino, medico dentista ma aiutante del nonno Bernardino in gioventù, cercò di proseguire l’attività. I risultati furono scarsi e il tentativo presto sfociò in un quasi totale abbandono, fatta eccezione per la presenza di animali che continuarono a vivere allo stato brado nella proprietà. Tra questi, le 5 pecore lasciate dal nonno, per l’incapacità di Agostino di uccidere gli agnelli, diventarono 50 e i 2 asini diventarono 7. Nel 2007 con la gita di Agostino e di suo figlio Gabriele a Verona Fieracavalli comincia la rinascita dell’azienda: si iniziano ad intraprendere esperienze con fortuna altalenante nell’allevamento di cavalli purosangue e angloarabi, attualmente nel pieno della produzione. In seguito grazie all’aiuto della moglie di Agostino, Doriana, e della figlia Matilde, si cercano nicchie di allevamento di qualità come le capre cashemere, i maiali cinta senese, carni bovine angus e charolaise, oltre alla produzione di miele biologico. Recentemente la ristrutturazione a fini agrituristici dei casali abbandonati da sempre ha coronato il tentativo di conversione da “passatempo di famiglia” a vera azienda agricola.